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January 17 Libro senza cuore.Voglio morire.
O, in alternativa, uccidere tutti.
...e se fosse un libro senza cuore?
...e se fosse freddo ed asettico come una sala operatoria?
Voglio morire.
O, in alternativa, uccidere tutti. January 11 A te.E' stato difficile decidere per come ho deciso.
Ancor di più vederti scendere dalla macchina e allontanarti da me, senza che ti voltassi.
Avrei voluto scendere dall'auto e correrti dietro, per fermarti e portarti via con me.
Mi sono venute le lacrime agli occhi...
Non sarebbe stato giusto.
Ti voglio bene.
Mi manchi. January 07 Non doveva ma... the end.Appena tornata a casa decise di provare a chiamare Polifemo. Era curiosa, voleva capire come stesse, se avesse recuperato la macchina.
Dall'altra parte della cornetta le rispose una voce di donna, rotta dall'emozione. Mahsa chiese di Polifemo ma quella donna, sua madre, le rispose che Polifemo non poteva rispondere al telefono... che Polifemo non avrebbe mai più potuto rispondere al telefono. Polifemo si era suicidato.
Per un attimo girò tutto, attorno a Mahsa. Poi si riprese e si calmò; suicidato.
A quel punto la madre di Polifemo volle sapere il nome della ragazza con cui parlava e non appena Mahsa le rispose la madre rimase per un attimo senza fiato, poi disse:
- C'è una lettera per te, scritta da mio figlio. Non l'ho aperta, ci terrei fossi tu a farlo. Passa pure quando vuoi.
Una lettera per lei? Ma nemmeno lo conosceva!
Dopo essersi congedata con tanto di condoglianze salì in camera sua e si buttò sul letto: si sentiva profondamente scossa. Accese lo stereo e si rilassò, finendo con l'addormentarsi.
La mattina dopo aveva quella parola che continuava a rimbombarle in testa: suicidato.
Decise così di prepararsi velocemente ed andare a casa di Polifemo, per poter porgere le proprie condoglianze personalmente e ritirare quindi la lettere a lei indirizzata.
Una volta a casa di Polifemo cercò di adempiere ai suoi doveri nel più breve tempo possibile: si sentiva molto a disagio, era una sconosciuta per tutte quelle persone... eppure proprio a lei Polifemo scrisse prima di uccidersi.
Terminato il giro delle condoglianze ritirò la lettera e corse subito a casa, per infilarsi nella propria camera e cominciare a leggere...
Scommetto che sarai molto stupita.
Nemmeno ci conosciamo ed è a te che ho voluto scrivere le mie ultime parole prima di... non mi va di dirlo. Perché sai... mi sento male solo a pensarci. Non credere sia facile per me. Mi rendo conto di stare scappando... ma davvero non riesco più a vivere così. Anzi, a sopravvivere.
Perché questo era diventata ormai la mia vita: sopravvivenza.
E' che un tempo, quando ero piccolo, vedevo le cose in tutt'altro modo. Non pensavo che il mondo potesse essere così crudele, infame, vuoto, sciocco... poi crescendo ho cominciato a capire la gente, a conoscere la psiche umana e le sue nefandezze, a vedere le ingiustizie nel mondo... e a non sopportare niente di tutto questo.
Mi sento ferito quando vedo bambini morire di fame o di sete, quando vedo uomini lavorare venti ore al giorno in un campo senza praticamente essere pagati, quando vedo guerre inutili, odio gratuito, ignoranza strabordante...
Mi sento ferito quando vengo tradito da un amico o da una ragazza, quando ripongo la mia fiducia in qualcuno che non si dimostra all'altezza, quando sento di essere solo, quando sento di essere totalmente incompreso, quando guardandomi allo specchio vedo tutte le mie debolezze, quando tutto crolla attorno a me...
Io invidio la forza di certe persone, che riescono a vivere col sorriso in mezzo a tutto questo. Schifo, invece, le persone di cui ho parlato qui sopra.
La vita è uno schifo, Mahsa. Ed io non ce la faccio più a viverla.
Ho aperto il mio cuore a persone che in un modo o nell'altra mi hanno causato ferite insanabili, persone che hanno avuto la forza di strapparmi un pezzo di anima e con esso spegnere piano piano l'amore per la vita che un tempo ardeva in me.
O forse io il seme della depressione, per usare questo termine abusato, l'ho sempre avuto in me... ma bruciava tra le fiamme di quell'amore indenne, fino a cominciare ad espandersi una volta che quel fuoco andava via via affievolendosi.
Sai, è complicato da spiegare ciò che provo. La gente dice di dannarsi l'anima per ascoltare e comprendere, ma non è così... quella di saper ascoltare è un'arte, di comprendere ancor di più... è cosa per pochi.
In tanti hanno detto di essere amici, di voler aiutare, di voler stare vicino... ma poi a comandare è l'individualismo e tutto si scioglie.
Che pugnalate alle spalle si da la gente per danaro, sesso, droga?
Che schifo, Mahsa.
Perché ho scelto te? Perché so che tu sei la mia metà mancante. Hai presente una mela tagliata in due parti? Si potrà ricomporre esattamente solo con la sua metà, non con nessun'altra metà di altre mele.
Bene. Tu sei la mia metà.
Non chiedermi come faccio a saperlo, non saprei dirtelo. Lo so e basta. Lo sento. L'ho sentito subito.
Se solo ti avessi incontrata prima che la vita mi soffocasse, che le cattiverie delle persone mi uccidessero...
Ora è troppo tardi, Mahsa. Finirei solo per portarti a fondo con me.
Devo uccidermi. Per me e per te.
Addio, amore mio.
Mahsa si sedette sul letto e vomitò sul pavimento.
Quella lettera...
Si sciolse in un pianto.
Capì che la sua vita era finita lì, anche senza che si suicidasse. |
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