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October 23 11 febbraio 1950 - Piero Calamandrei: La Scuola."Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico." October 14 Moriremo tutti."Tenetevi pronti, camerati. I tempi stanno per cambiare. Nel 1929, dopo una crisi economica identica a quella che stiamo vivendo, tutto è cominciato". October 11 Sub Zero.Sgarra:
Ghiacciato e ostile come il cielo d'inverno, senz'anima dannato, come chi va all'inferno. Non ha coscienza un bastardo, non c'è filtro in quello che scrivo zio, inospitale e spietato come il posto in cui vivo. Sarò fermo e sicuro come la mano di un assassino, immobile occhio vitreo zio un corpo senza respiro. Un colpo solo in mano al fato ed è roulette russa, non esitare ma spera che non sia la cosa giusta. Destino instabile un pazzo con la pistola, frà un cappio intorno alla gola ti strozza poi ti divora, la madre che non consola frà, il brivido che ti sfiora è come merce di scambio ma impacchettato dentro la stagnola. Racconterò una storia, ma senza il bel finale, fredda ed asettica come una sala operatoria, folle e cattiva frà come il mondo di uno psicopatico, irregolare come il battito di un cardiopatico.
Rit.:
E' freddo sotto zero, freddo come l'abisso. Non credi a niente perchè Cristo qui non si è mai visto. E' freddo come una cella d'isolamento, come una sagoma a gessetto sopra il pavimento frà. Tagliente e freddo come il vento vivi fra i lupi, fai come loro zio, chi è uguale a te lo fiuti... ma come bestie rimaniamo muti, come le strade gelide dove siamo cresciuti. Jake:
Freddo come un iceberg, come i chiodi nella faccia di Hellraiser, freddo come il sangue di Kaiser, freddo come un quarto di manzo che è a congelare, più di quell'infame, il Freddo di Romanzo Criminale zio. Freddo, io non voglio figli, no, voglio un milli perchè senza ho in testa gli spilli. Freddo, nego tutto se mi sgama, caldo nel suo letto mama finché mi ha detto che mi ama. Freddo come la canna nera di un cannone, come il buco in cui finisci, se finisci a fare il chiacchierone... freddo zio, come freddi sono i luoghi di Dio, come chi ha tradito, si volta e ti dice addio. Sangue killer, (si) quando quello che vedi si gela nelle pupille... violenza in bianco e nero, Frank Miller, freddo come un destro in faccia al mio flow o la faccia di Destro dei G.I.Joe, zio...
Rit.:
E' freddo sotto zero, freddo come l'abisso. Non credi a niente perchè Cristo qui non si è mai visto. E' freddo come una cella d'isolamento, come una sagoma a gessetto sopra il pavimento frà. Tagliente e freddo come il vento vivi fra i lupi, fai come loro zio, chi è uguale a te lo fiuti... ma come bestie rimaniamo muti, come le strade gelide dove siamo cresciuti.
Vincenzo:
Scrivo tragico fra i silenzi dei senza cuore, sguardi freddi, qui non basta il sole e la strada. Non è un romanzo d'amore ma un giallo di una foto che oggi ha perso il colore. E' il freddo della fame nella fame, senza vestiti. Il freddo di chi brama la fama dei vostri miti, di chi trama alle spalle, colui che cerca svolte, di chi non ha le palle e chi invece ne ha troppe. Tra salite e discese, la fede e le chiese, le offese rivolte a chi è senza difese.. ora la voce suona a lutto a più riprese, dove la vita ti toglie tutto, spese comprese. E' il freddo di quell'attimo, non ho bisogno di descriverlo se viverlo basta a rendermi gelido... fino a che non ti senti lontano e poi ti spegni come i lampioni della vecchia Milano...
...Ghiacciato e ostile come il cielo d'inverno...
In fondo forse non è vero che lo sono di carattere. Ma questo è ciò che meritate.
...senz'anima dannato, come chi va all'inferno...
In caso ci vediamo lì. Forse.
...non c'è filtro in quello che scrivo zio...
E' tra le poche cose che posso ancora vantare.
...Sarò fermo e sicuro come la mano di un assassino...
Ci conto.
...Racconterò una storia, ma senza il bel finale...
Quello esiste solo ad Hollywood.
...fredda ed asettica come una sala operatoria, folle e cattiva frà come il mondo di uno psicopatico, irregolare come il battito di un cardiopatico...
Anche peggio. Occhio vitreo.
...Tagliente e freddo come il vento vivi fra i lupi, fai come loro zio, chi è uguale a te lo fiuti...
E' così complesso... di certo tra i lupi ci vivo, c'è poco da ballarci.
...ma come bestie rimaniamo muti, come le strade gelide dove siamo cresciuti...
Gelide e splendide... le mie strade, la mia casa, la mia vita.
...caldo nel suo letto mama finché mi ha detto che mi ama...
Perderemo la capacità di amare, vivremo al freddo sottozero.
...Freddo come la canna nera di un cannone...
Ha un certo appeal. Caldo effimero dopo ogni colpo.
...come chi ha tradito, si volta e ti dice addio...
Inculatemi ancora, ma non mi avrete mai. Tradisci poi voltati e dimmi addio. Giudicarti non mi serve, le tue azioni parlano da sè. Non tornare a chiedermi scusa in ginocchia, potresti al massimo prendermelo in bocca.
...Scrivo tragico fra i silenzi dei senza cuore...
Di ghiaccio, ma c'è. I senza cuore non valgono i vestiti che indossano.
...Non è un romanzo d'amore ma un giallo di una foto che oggi ha perso il colore...
Non crediamo all'amore ed il mondo ci da ragione.
...E' il freddo della fame nella fame, senza vestiti...
Arriverà il giorno in cui tutto questo finirà. Vivo o morto riderò delle merde che hanno permesso che questo si protraesse per centinaia d'anni. Merde.
...Il freddo di chi brama la fama dei vostri miti...
Il mio è freddo gelido, quello è pochezza.
...di chi trama alle spalle...
Spera solo di non trovare una merda come te. Piangi e chiedi perdono a Cristo ogni giorno della tua vita, per avere perso chi queste cose non le farebbe mai.
...di chi non ha le palle e chi invece ne ha troppe...
Possiamo quantomeno specchiarci, nel ghiaccio.
...Tra salite e discese, la fede e le chiese, le offese rivolte a chi è senza difese...
E' la vita. Ma prendersela con chi è senza difese è da merda. Morirete anche voi, sperate solo di non trapassare con me. Merde.
...ora la voce suona a lutto a più riprese, dove la vita ti toglie tutto, spese comprese...
Vedo il mondo in sfumature nere e grigie.
...E' il freddo di quell'attimo, non ho bisogno di descriverlo se viverlo basta a rendermi gelido...
Amen.
...fino a che non ti senti lontano e poi ti spegni come i lampioni della vecchia Milano...
Sub Zero.
Piango stalattiti, non lacrime. Rantolii di lama.Gli pareva di non conoscerla più.
Probabilmente era davvero così.
Tanta era l'acqua passata sotto i ponti... e l'acqua si sa, non ha fretta... lascia che il tempo scorra e lei, col suo lento lavoro, plasma la roccia.
Il tempo fa lo stesso con le persone.
Gli pareva di non conoscerla più ma in fondo si diceva che era sempre la stessa. L'aveva davanti ai suoi occhi e pareva che non fossero passati anni... che l'ultima volta in cui erano stati assieme in quella macchina fosse solo pochi giorni prima.
E invece...
Il tempo scorreva lento, quella sera.
Ma più scorreva e più i loro due corpi, per quanto impercettibilmente, si avvicinavano l'uno all'altro.
Fino a toccarsi. Fino a stringersi. Fino a vibrare. Fino a volersi. Fino a prendersi.
Era sopra di lei, dentro di lei.
Si muoveva piano e cercava di godersi a fondo quegli attimi assieme. I loro due corpi erano rimasti forzatamente divisi troppo a lungo, pensava. Le menti si erano scacciate l'una dall'altra, ed i corpi ne avevano pagato lo scotto.
Adorava guardare le sue smorfie di godimento, sentirne i muscoli contrarsi attorno a lui, i gemiti di piacere.
Avrebbe continuato tutta la notte.
Piano piano il suo movimento si faceva più insistito ed i gemiti cominciarono a trasformarsi in qualcosa di più... fino ad arrivare all'apice del godimento, liberato in quelle urla che da tempo aspettava di tornare a sentire.
Questa volta, però, era diverso.
Mentre il suo urlo gli perforava il timpano una lama, comparsa chissà da dove, gli trapassava la schiena tra le costole, bucandogli un polmone.
Subito un braccio gli cedette.
Il dolore era lancinante. Si sentiva svenire, mentre la bocca si riempiva di sangue, che sgorgava sempre più insistentemente.
Due lacrime fredde gli rigarono il volto, la guardò negli occhi e la vide lì... bella come sempre, ma con sguardo vitreo.
Si accasciò su di lei, come dopo un orgasmo.
Ma questa volta il suo cedere non era dovuto al piacere.
Rantolando cercò di chiederle il perché, senza riuscirvi.
Mentre tutta la loro storia gli passava davanti agli occhi mancò, chiedendosi se tutto quello avesse un senso. October 10 Ventimila (visite, non leghe).Ebbene sì.
Dopo più di tre anni dalla sua apertura il mio blog ha raggiunto (e ormai superato) le 20000 visite, che per un blog personale, senza alcun tipo di finalità se non quella di perdere un po' di tempo a scrivere due cosine non è nemmeno malissimo.
Ora, però, mi piacerebbe sapere CHI è stato a fare la ventimillesima visita, quindi chi si è qui connesso alle 12.36.03... su, su... chi è stato si faccia avanti, senza vergogna!
Intanto, come si può notare dalla schermata riportata, c'è chi giunge al mio blog tramite Google, alcuni eseguendo le ricerche più strane... altri cercando EL MAHOR...
Mhm... sono pieno di ammiratori segreti, evidentemente, che cercano mie informazioni su Google... October 08 Storia Contemporanea.28.
Gli ho sparato un paio di robine mica male.
Mi hanno fatto tutti i complimenti, poi.
Nel senso, tutti quelli che hanno seguito il mio esame.
Un po' di soddisfazione, proprio per qualche passaggio, c'è.
Ma secondo me meritavo un voto più alto.
"...la vecchia scuola va in palestra e tu: SEDUTO." October 07 Vincenzo Aken da Via Anfossi - In Calabria.Il remix fatto da Vinz di In Italia.
Simpaticissimo.
E non solo.
October 05 Misantropia.mi|san|tro|pì|a
s.f. CO forte avversione nei confronti dei propri simili che si manifesta con il rifiuto di contatti e relazioni umane e con un morboso desiderio di isolamento; scarsa socievolezza, scontrosità Abbandoniamo la mentalità del blocco, quel bianco o nero senza scampo.
Sfumiamone i contorni, allora.
In realtà, poi, etichettare le cose è un bisogno insito nella mentalità umana ma non è sempre indispensabile farlo.
In questo caso andare a dire quanto si possa esser misantropi è un esercizio di stile fine a sè stesso, che mi interessa poco.
Chiaro che non serve avere il rifiuto totale dei contatti per essere un po' misantropi.
Nel mio caso, quindi, non è un rifiuto del contatto tout court.
Anzi, non è proprio un rifiuto... dato che poi anche se malvolentieri finisco con l'avere contatti anche con persone che hanno poco-nulla da darmi e di cui farei ben volentieri a meno.
Semplicemente alle volte provo il desiderio di starmene da solo, questo è indubbio.
Inoltre, poi, alle volte sento una sorta di rifiuto nei confronti delle relazioni, perché queste non sono soddisfacenti.
Il fatto è che la gente è disonesta, vuota, stupida, razzista, non sa cosa sia la sincerità, ignorante, individualista al punto tale che ha sviluppato un egoismo alla massima potenza, che la porta a pugnalare alle spalle, ad infangare, a maltrattare le persone... è un processo che viene da lontano, questo.
Preparare l'esame di Storia Contemporanea è stato molto interessante, perché ho potuto toccare con mano ed in modo molto più approfondito rispetto al passato aspetti dell'ultimo secolo che troppo spesso vengono ignorati e che però sono molto importanti per chi vuole avere una comprensione più chiara del quadro storico nel quale ci ritroviamo a vivere.
L'individualismo non è intriseco all'uomo (anche se sicuramente l'egoismo è qualcosa presente nell'essere stesso delle persone ed è impensabile poterlo estirpare alla radice), è bensì frutto di un lento processo di disgregamento di taluni valori che ha portato le persone da quella che era un'unione tra di loro per forza di cose ad un lento ma costante isolamento.
In realtà, quindi, io tendo ad isolarmi per evitare di vedere cose così vomitevoli, le quali sono dovute ad un processo di individualismo che viene da lontano e nulla ha a che fare con la misantropia.
E' un cancro della nostra società.
Un misantropo, rispetto ad una persona "normale" che al contatto umano preferisce chiudersi in casa davanti alla sua tv, così che non veda il male che c'è nel mondo, sta una decina di piste avanti.
Io non chiudo gli occhi davanti al male, per quanto questo mi strazi l'animo.
Non rifuggo dal contatto umano per paura che questo possa essermi dannoso... al massimo, quando lo faccio, è perché mi rendo conto della pochezza intrinseca alle persone, della loro scarsa onestà intellettuale... di come non siano in grado di darmi stimoli.
Per fortuna, poi, qualche persona che si elevi rispetto alla massa c'è, nella mia vita.
Debbo dire che sono davvero poche.
Ci metterei un battito di ciglia a farne un elenco, ma eviterò perché non sarebbe carino.
Del resto loro lo sanno.
Ci vuol poco a capire quando sono soddisfatto di una relazione, quando resto soddisfatto al termine di una conversazione.
Insomma, viva la misantropia che fotte l'individualismo e babbi tutti quelli che corrispondono ai parametri da me elencati in precedenza. October 02 Giò & Barbara.Auguri a loro.
Alle famiglie.
Agli amici.
Al mondo.
Non si poteva definire vento, quella brezza leggera. Ma pungeva. Un freddo raro, per quanto il cielo fosse terso.
Il sole, anemico, non aiutava a scaldarsi.
La pelle del viso si sentiva come continuamente trapassata da spilli minuscoli molto acuminati.
Il suo passo non era più quello di una volta. I tempi erano cambiati. Si era fatto più pesante.
Cercava di coprirsi il viso il più possibile, con la sciarpa.
L'aria lo infastidiva.
I pensieri... quelli sì, quelli erano gli stessi di sempre.
Il fiato si faceva sempre più corto, passo dopo passo.
Si sedette su di una panchina, per riprendere fiato.
Da lì poteva vedere le pensionate cariche di fiori affluire verso il cimitero, per rendere omaggio ai loro morti.
Anche lui ci pensava spesso, ai suoi. Ma non era mai stato troppo incline a queste cose.
Da lì poteva vedere il traffico defluire dal centro paese.
Anche lui ci passava spesso, pur non amando guidare.
Da lì poteva ripensare a tutte le volte che, in passato, su quella panchina ci era stato seduto.
Momenti fighi che non torneranno, e che gli mancavano.
Aveva conosciuto la caducità del tempo da un po', ma non riusciva ad approciarcisi nella maniera adeguata.
Sfuggiva dai suoi schemi.
Le immagini si susseguivano davanti ai suoi occhi l'una dietro l'altra, senza pause... rilegando a sfondo sfocato le immagini che venivano invece davvero impresse dalla luce sulla sua retina.
Slegarsi dal passato gli era complicato. E quando lo faceva si buttava a pensare al futuro.
Finiva così per non viversi mai il presente.
Le cose piano piano avevano cominciato a perdere di senso, gusto, sapore.
In un certo senso stava perdendo sensibilità.
Anche il freddo dell'aria di quella mattina, in realtà, non era fastidio come lo sarebbe stato fino a qualche tempo prima.
Pensava ai giorni che sarebbero venuti... alle cose che aveva da fare... a quale sarebbe stato il suo posto nel mondo... alle forze che non aveva più...
Pensava al doversi svegliare l'indomani mattina.
In realtà non voleva svegliarsi, l'indomani mattina.
Aveva smesso di piangere tempo addietro.
Del resto sapeva che la vita era come un fiume, in cui nuotare era molto più complicato che lasciarsi trasportare dalla corrente.
Ed, in verità, nuotare gli era piaciuto parecchio. Soprattutto contro corrente.
La fatica era stata appagante.
Poi...
Si rialzò.
Il fiato si era un po' stabilizzato, e riprese a camminare.
Col suo solito passo pesante si fece largo tra i pensionati che continuavano ad entrare e uscire dal cimitero...
Un giorno ci sarebbe finito anche lui... allora, forse, non ci sarebbero più state correnti da risalire. |
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