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    June 26

    Ventisei giugno duemilasette.

     
    Ha spaccato.
    Inizia la scalata.
    Coi pensieri di ieri e i piani di domani.
    June 24

    Senno del poi...

    Fondamentalmente era una presa per il culo.
    Che babbo.
    June 21

    La ballata di Gonnario.

     
    June 20

    Club Dogo pt. 2

     
    Stasera seconda partita dei Club Dogo... spero di arrivare carico come non mai e far sentire il mio calore ai ragazzi... quanto vorrei poter giocare anche io............
     
    GO DOGO GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
    June 13

    Martedì 12 giugno 2007.

     
    Il film del giorno.
    La famiglia Omicidi.
    "Oggi le governanti vanno di moda.
    In contemporanea, due film come Nanny Mcphee e La famiglia omicidi, propongono due fotografie famigliari in cui la figura della governante diviene il deus ex machina della felicità. Se Emma Thompson raggiungeva il suo scopo con la magia, Maggie Smith nel film di Niall Johnson utilizza modi più che drastici per far sentire meglio le persone che le vivono vicino.
    In una piccola cittadina della provincia inglese, il parroco Walter Goodfellows (Rowan Atkinson, alias mr. Bean), la moglie Gloria (Kristin Scott Thomas) e i due figli Holly e Petey, trascorrono le giornate in una tranquilla routine. Ogni giorno niente di nuovo (salvo le scorribande sessuali dell'avvenente Holly) e la noia per Gloria comincia a farsi sentire. L'arrivo della governante Grace (Maggie Smith), dal passato segreto, stravolge positivamente l'esistenza della famiglia con l'energia di chi considera la morte per raggiungere un fine.
    L'innocuo film di stampo inglese corre sulle atmosfere di Arsenico e vecchi merletti senza averne la brillantezza e il tocco magico, e si inserisce in un panorama cinematografico duro e violento in cui La famiglia omicidi è un candido e puro agnellino pasquale."
    June 09

    Sabato 9 giugno 2007.

     
    Il film del giorno.
    Number 23.
    "La vita ordinaria di Walter Sparrow, modesto accalappiacani, è scossa da un libro regalatogli per il compleanno dalla moglie. Intitolato "Il numero 23", il romanzo diventa un'ossessione per l'uomo, che trova una serie di connessioni, tutte nel segno del famigerato numero, tra se stesso e il detective Fingerling, protagonista del libro. Le cose si faranno complicate per Walter quando, del tutto persuaso che il racconto parli di lui, comincerà a farsi condizionare dal narrato al punto da mettere in pericolo la propria vita e quella dei propri cari.
    Numerologia e ossessione, temi di fondo che tendono spesso ad andare a braccetto, contraddistinguono questo torbido thriller-drama che vira in modo fluido quanto inatteso verso decisi territori noir. Lontano quindi dall'epicità claustrofobica de
    Il Teorema del Delirio, con il quale condivide le dense atmosfere paranoiche, Il Numero 23 ha dalla propria un concept fondamentalmente valido edun cast artistico di buon livello.
    Jim Carrey non stupisce, dopo la prova maiuscola in
    Se mi Lasci ti Cancello, nel confermare doti recitative di valore assoluto e lo spessore tecnico del veterano Schumacher è vicino alle proprie vette più alte. Ciò che d'altra parte impedisce al titolo il salto di qualità è uno script che circoscrive lo sviluppo della trama entro i confini di una detective story casalinga, e un'impostazione onirica mal calibrata dagli effetti collaterali inesorabilmente sonnacchiosi."
     
    A me è piaciuto abbastanza... un po' "tirato per i capelli" ma vabbuò...
    Comunque la cosa più fica è che, appena finito, ho guardato l'orologio e... erano le 23.00... :)
    June 01

    Venerdì 1 giugno 2007.

     
    Il film del giorno.
    Svalvolati on the road.
    "Doug è un dentista con scarso successo sia sul lavoro che a casa. Bobby è un idraulico con aspirazioni più alte. Dudley è esperto di computer ma totalmente fallimentare con le donne mentre Woody sembra essere un uomo di successo, a patto di non andare a guardare oltre le apparenze. È questo il quartetto che compone i non più giovanissimi "Wild Hogs" di Cincinnati pronti a partire per un viaggio su moto rombanti a caccia di una distanza da sé in direzione Pacifico.
    I ‘Porci Selvaggi' hanno colpito duro al botteghino. Toglietevi la curiosità guardando nella colonna a destra gli incassi Usa e ve ne renderete conto. Cerchiamo allora di evocare gli antichi romani (che non possono essere utilizzati solo per lezioni più o meno noiose). Essi dicevano che 'contro i fatti non valgono i discorsi'. Teniamone conto così come dovrebbe fare la critica statunitense che ha sparato contro il
    film ad alzo zero. Se gli spettatori affollano le sale non è certo per i nomi in cartellone (star non certo da milioni di dollari) e neppure per il regista che di Wilder ha solo il titolo di un film precedente Van Wilder. Eppure…
    Eppure il tam tam deve avere funzionato proprio sulla generazione dei cinquantenni che hanno individuato in questo film un ritratto non troppo lontano dal vero della loro frustrazione. Cresciuti all'ombra del mito di
    Easy Rider (piacevole il cameo di Fonda) hanno visto pian piano il miraggio dell'on the road sgretolarsi (fino a finire nell'imbuto senza via di uscita di quello che viene considerato il migliore film del genere: Thelma & Louise). Eccoli allora con tutti i loro pregiudizi (l'omofobia nel film non è sottaciuta anzi…), con bandane e occhiali scuri contro un vento che vorrebbe essere tardivamente di libertà. Di fronte si trovano un branco di motociclisti guidati anch'essi da un non giovane (Ray Liotta). In quel gruppo le croci uncinate e i simboli nazisti sembrano essere coevi all'invenzione delle moto di grossa cilindrata. Ma non è così e gli Hell's Angels lo sanno bene e non hanno apprezzato l'idea. Allora ben venga un film di pura evasione (in attesa di recupero critico tra vent'anni come i Vanzina) che ricorda il Ridere per ridere del giovane Landis e che ci offre un William H. Macy (uno dei migliori caratteristi di Hollywood) vittima di gag in stile slapstick in attesa di una riscossa che puntualmente arriverà."
     
    Mi aspettavo di meglio...